Napoli, 22 maggio 2026 – Si è tenuto, venerdì 22 maggio 2026, presso l’Hotel Mediterraneo – Renaissance di Napoli, l’evento formativo “Diagnostica di Laboratorio nello studio delle patologie del globulo rosso e del metabolismo del ferro”, organizzato dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise.
L’appuntamento ha riunito biologi, medici, ematologi e tecnici di laboratorio per un confronto sulle metodologie più avanzate per la diagnosi di anemie ed emocromatosi, con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica e competenze tradizionali.
Ad aprire i lavori è stato Arnolfo Petruzziello, Presidente dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e moderatore dell’evento, che ha evidenziato la duplice sfida per i professionisti del settore.
Da un lato, l’avanzata automazione dei processi diagnostici rischia di far perdere competenze manuali fondamentali.
“L’alta automazione – ha dichiarato Petruzziello – sta facendo perdere l’uso graduale della manualità, che è fondamentale nelle diagnosi delle anemie e di tutti i difetti del globulo rosso”.
Per questo, ha spiegato, l’evento vuole essere uno stimolo a non abbandonare strumenti tradizionali ma insostituibili come il microscopio, che “sta diventando quasi qualcosa da museo”, nonostante vi siano difetti del globulo rosso identificabili solo con l’osservazione diretta.
“L’incontro è un invito ai colleghi a ripristinare quella che è la nostra professionalità”.
Allo stesso tempo, ha aggiunto Petruzziello, è cruciale rimanere al passo con il progresso scientifico.
“È importantissimo l’aggiornamento continuo, perché se manca si perdono i progressi graduali che il nostro settore scientifico aggiunge ogni mese”.
Lo studio del globulo rosso, infatti, non si limita più all’anemia, ma esplora deficit metabolici interni con correlazioni trasversali a patologie endocrinologiche e oncologiche.
All’evento è intervenuto anche Luigi Schiavo, consigliere dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e referente per la nutrizione, che ha approfondito il legame tra obesità, chirurgia bariatrica e anemia.
Schiavo ha spiegato che il paziente obeso presenta spesso carenze di ferro a causa di un’infiammazione cronica di basso grado che altera il metabolismo del minerale. Dopo un intervento di chirurgia bariatrica, queste carenze possono accentuarsi, rendendo necessari monitoraggio continuo e adeguata supplementazione.
“Un paziente obeso e anemico soffre di maggiore affaticabilità e stanchezza cronica, con un impatto negativo sulla qualità della vita se la condizione non viene diagnosticata in tempo”.
Si tratta però, ha concluso, di complicazioni prevedibili, prevenibili e trattabili con una diagnosi precoce e corretta.
Sull’importanza della collaborazione si è soffermato Vincenzo Cosimato, tesoriere dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e responsabile scientifico del corso.
Secondo Cosimato, in una sanità moderna l’approccio multidisciplinare è “essenziale” per affrontare patologie complesse e garantire completezza diagnostica e cure di qualità.
Nel campo dell’ematologia, è cruciale che “biologo ed ematologo parlino lo stesso linguaggio” per evitare ritardi.
“Solo tramite un dialogo stretto con il clinico – ha spiegato – si riescono a mettere a punto i giusti strumenti diagnostici per arrivare a una diagnosi e una terapia corrette”.
Cosimato ha definito il biologo “un perno essenziale” non solo nell’iter diagnostico, ma anche in quello terapeutico, ad esempio nel monitoraggio della malattia minima residua, che permette al clinico di valutare la profondità della risposta alle cure.
Un aspetto cruciale emerso durante il convegno è il ruolo della nutrizione e della micronutrizione nel trattamento delle patologie del globulo rosso.
Come sottolineato da Pierluigi Pecoraro, esperto in nutrizione e vicepresidente dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, l’efficacia delle terapie è spesso legata a un corretto apporto di ferro e di altri micronutrienti essenziali, il cui assorbimento è influenzato dalla dieta.
Un approccio che integri diagnostica di laboratorio avanzata e protocolli nutrizionali mirati, ha evidenziato Pecoraro, è indispensabile per una gestione completa del paziente anemico e per migliorare gli esiti clinici e la qualità della vita.
Il percorso formativo, introdotto da Vincenzo D’Anna, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, si articola in due sessioni principali: una dedicata alle eritrocitopatie ereditarie e acquisite e l’altra all’omeostasi del ferro e alle emoglobinopatie.
Tra i relatori figurano esperti di riferimento nazionale come Achille Iolascon, Roberta Russo, Immacolata Andolfo, Michela Grosso.