Si è tenuto lo scorso venerdì 22 maggio, negli spazi dell’Hotel Mediterraneo – Renaissance di Napoli, l’evento formativo “Diagnostica di Laboratorio nello studio delle patologie del globulo rosso e del metabolismo del ferro“, organizzato dall’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise. L’appuntamento ha riunito biologi, medici, ematologi e tecnici di laboratorio in un momento di confronto dedicato alle metodologie più avanzate per la diagnosi delle anemie e delle emocromatosi, con l’obiettivo di coniugare innovazione tecnologica e competenze tradizionali. Il percorso formativo, introdotto da Vincenzo D’Anna, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, è stato articolato in due sessioni principali: una dedicata alle eritrocitopatie ereditarie e acquisite e l’altra all’omeostasi del ferro e alle emoglobinopatie. Tra i relatori sono intervenuti esperti di riferimento nazionale quali Achille Iolascon, Roberta Russo, Immacolata Andolfo e Michela Grosso, che hanno contribuito agli approfondimenti scientifici che hanno caratterizzato l’iniziativa.
L’INTERVENTO DEL PRESIDENTE PETRUZZIELLO
Ad aprire i lavori è stato Arnolfo Petruzziello, presidente dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e moderatore dell’evento, che ha posto l’attenzione sulla duplice sfida che oggi interessa i professionisti del settore. Da un lato, infatti, l’avanzata automazione dei processi diagnostici rischia di determinare una progressiva perdita di competenze manuali fondamentali. “L’alta automazione – ha dichiarato Petruzziello – sta facendo perdere l’uso graduale della manualità, che è fondamentale nelle diagnosi delle anemie e di tutti i difetti del globulo rosso”. Per questo motivo, ha aggiunto il presidente dell’OBCM, l’evento vuole rappresentare uno stimolo a non abbandonare strumenti tradizionali ma ancora insostituibili come il microscopio, che “sta diventando quasi qualcosa da museo”, nonostante esistano alterazioni del globulo rosso identificabili esclusivamente attraverso l’osservazione diretta”. “L’incontro è un invito ai colleghi a ripristinare quella che è la nostra professionalità”, ha rilanciato Petruzziello. Parallelamente, ha sottolineato ancora il rappresentante dei biologi campani e molisani, è “importante mantenersi costantemente aggiornati rispetto alle evoluzioni della ricerca scientifica. L’aggiornamento continuo è fondamentale, perché se questo manca si perdono i progressi graduali che il nostro settore scientifico aggiunge ogni mese”.
STUDIO DEL GLOBULO ROSSO, LE PAROLE DEL CONSIGLIERE SCHIAVO
Lo studio del globulo rosso, infatti, non si limita più all’anemia, ma si estende all’analisi di deficit metabolici interni con correlazioni trasversali a patologie endocrinologiche e oncologiche. Tra gli interventi in programma, anche quello di Luigi Schiavo, consigliere dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e referente per la nutrizione, che ha approfondito il legame tra obesità, chirurgia bariatrica e anemia. Schiavo ha evidenziato come il paziente obeso presenti frequentemente carenze di ferro dovute a uno stato di infiammazione cronica di basso grado, capace di alterare il metabolismo del minerale. Dopo un intervento di chirurgia bariatrica, tali carenze possono accentuarsi, rendendo necessari un monitoraggio costante e un’adeguata supplementazione. “Un paziente obeso e anemico soffre di maggiore affaticabilità e stanchezza cronica, con un impatto negativo sulla qualità della vita se la condizione non viene diagnosticata in tempo”. Si tratta però, ha concluso, di complicazioni prevedibili, prevenibili e trattabili attraverso una diagnosi precoce e corretta.
COSIMATO E IL VALORE DELLA COLLABORAZIONE MULTIDISCIPLINARE
Sul valore della collaborazione multidisciplinare si è soffermato invece Vincenzo Cosimato, tesoriere dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise e responsabile scientifico del corso. Secondo Cosimato, in una sanità moderna l’approccio multidisciplinare è “essenziale” per affrontare patologie complesse e garantire completezza diagnostica e qualità delle cure. Nel campo dell’ematologia, in particolare, è fondamentale che “biologo ed ematologo parlino lo stesso linguaggio” per evitare ritardi nei percorsi diagnostici. “Solo tramite un dialogo stretto con il clinico – ha spiegato – si riescono a mettere a punto i giusti strumenti diagnostici per arrivare a una diagnosi e una terapia corrette”. Cosimato ha inoltre definito il biologo “un perno essenziale” non soltanto nell’iter diagnostico, ma anche in quello terapeutico. Un ruolo che emerge, ad esempio, nel monitoraggio della malattia minima residua, attività che consente al clinico di valutare la profondità della risposta ai trattamenti.
NUTRIZIONE E MICRONUTRIZIONE, IL CONTRIBUTO DI PECORARO
Tra i temi emersi nel corso del convegno, particolare rilievo è stato attribuito al ruolo della nutrizione e della micronutrizione nel trattamento delle patologie del globulo rosso. Come sottolineato da Pierluigi Pecoraro, esperto in nutrizione e vicepresidente dell’Ordine dei Biologi della Campania e del Molise, l’efficacia delle terapie è spesso strettamente legata a un corretto apporto di ferro e di altri micronutrienti essenziali, il cui assorbimento risulta influenzato dalle abitudini alimentari. Un approccio che integri diagnostica di laboratorio avanzata e protocolli nutrizionali mirati, ha evidenziato Pecoraro, rappresenta un elemento indispensabile per una gestione completa del paziente anemico e per il miglioramento degli esiti clinici e della qualità della vita.
