La cornice è quella di un importante evento formativo, il convegno ECM dal titolo “Stress ossidativo e infiammazione nella neurodegenerazione: un approccio multidisciplinare integrato“, che si è tenuto il 30 giugno 2026 nell’Aula Magna “Fratelli Pontecorvo” a Pisa
È qui che Vincenzo D’Anna, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), ha rivolto alla platea un richiamo forte all’unità, all’orgoglio professionale e alla partecipazione attiva.
L’evento, promosso dall’Ordine dei Biologi della Toscana e dell’Umbria in collaborazione con la FNOB, ha fornito lo sfondo ideale per un intervento appassionato che ha ripercorso le tappe storiche della categoria, analizzato le recenti e significative acquisizioni legislative e tracciato la rotta per il futuro della professione.
D’Anna ha esordito ricordando le criticità del passato, quando l’Ordine Nazionale dei Biologi era una struttura fortemente centralizzata. La svolta è arrivata con la Legge Lorenzin, fortemente voluta dallo stesso D’Anna, che ha finalmente riconosciuto ai biologi lo status di professione sanitaria, parificandoli a medici, farmacisti, veterinari.
Questo passaggio ha imposto una riorganizzazione territoriale, prevedendo l’istituzione di 11 ordini regionali e sovraregionali, riuniti nella Federazione. Un cambiamento che ha moltiplicato eventi, contatti e iniziative, accorciando il rapporto tra iscritti e vertici.
Il presidente ha annunciato con orgoglio uno storico traguardo normativo, ottenuto grazie all’approvazione in Consiglio dei Ministri di un apposito testo di decreto per la rifondazione dell’Ordine. Il provvedimento ristruttura l’albo in tre categorie distinte: biologi generali e sanitari, biologi ambientali e biologi nutrizionisti, e ne rielenca le competenze specifiche, colmando una carenza normativa che risaliva alla legge istitutiva del 1967.
“C’era la necessità di far riconoscere queste figure ma anche di rielencare puntualmente le relative competenze. Questo intervento legislativo mette ordine in settori in forte crescita, come la nutrizione, che oggi conta circa 13.000 professionisti, e la biologia ambientale, oltre a rafforzare ambiti all’avanguardia come la genomica, la bioinformatica, la biologia molecolare e la genetica forense”.
Viene anche previsto il superamento dell’attuale esame di Stato attraverso lo strumento delle lauree “abilitanti”.
D’Anna ha inoltre criticato duramente gli effetti della riforma universitaria del “3+2”, che ha permesso l’accesso alle magistrali, ed in particolare alla classe LM-61, anche a laureati triennali provenienti da percorsi non idonei. Per arginare questo fenomeno, a partire dall’anno accademico 2026-2027, l’esame di laurea diventerà abilitante all’interno della magistrale, ma l’accesso sarà vincolato al raggiungimento di un numero adeguato di CFU nelle materie caratterizzanti.
“La partita è ora nelle mani delle università e mi auguro che esse aumentino la qualità dei CFU di tirocinio richiesti in modo tale che non sia più possibile che un collega che si definisce biologo possa fare il nutrizionista senza sapere che cos’è la sintesi proteica, senza sapere che cos’è il ciclo di Krebs.”
Guardando al futuro della sanità e della ricerca, il presidente ha stigmatizzato le “battaglie di retroguardia” tra ordini professionali, come quelle sollevate dai chimici contro i biologi ambientali, promuovendo invece una visione integrata e multidisciplinare.
D’Anna ha inoltre evidenziato l’urgenza di prevedere percorsi di specializzazione adeguati in embriologia clinica per rafforzare la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), un settore che oggi rappresenta il 10% delle nascite e che richiede competenze biologiche specifiche per la manipolazione e conservazione degli embrioni.
L’intervento si è concluso con un vibrante appello al senso di appartenenza. D’Anna ha esortato i biologi a non considerare l’iscrizione come un mero obbligo burocratico o una tassa da pagare. “La vostra famiglia è l’Ordine. È una famiglia a parte, una famiglia scientifica professionale […] non vi basta aggiornarvi, non vi basta formarvi, deve nascere uno spirito di categoria, deve nascere un senso di appartenenza che oggi non c’è.”
In vista del rinnovo dei consigli direttivi a fine anno, che avverrà tramite voto telematico, il Presidente ha invitato caldamente la platea a superare l’astensionismo storico, auspicando che l’affluenza salga dal 18% ad almeno il 40%.
La crescita e la dignità della professione, ha ricordato D’Anna citando Dante Alighieri, non sono concessioni calate dall’alto, ma conquiste quotidiane che richiedono la partecipazione attiva di ciascun biologo.